MSP via Ghiringhelli, Bellinzona
Bellinzona 2017

CONTESTO
Il complesso residenziale Helsana a Bellinzona si trova in via Canonico Ghiringhelli.
La zona è delimitata ad ovest dalla via Cantonale e a est dalla ferrovia; vie di transito che si incrociano poco più a sud. A nord il cimitero cittadino e Villa dei Cedri costituiscono due ampie zone verdi mentre all’orizzonte la vista si poggia sui castelli e più in là sugli imbocchi della Val Mesolcina e della Val Leventina.
Le due particelle presentano tre edifici di appartamenti, uno costruito negli anni ‘60 e gli altri due vent’anni dopo. Essi oggi mostrano varie lacune sia dal punto di vista costruttivo che della composizione degli appartamenti.
Tutti gli edifici necessiterebbero almeno di un risanamento energetico -sono infatti poco isolati termicamente e vengono ancora riscaldati a gasolio- e della messa in sicurezza secondo le attuali norme.
Inoltre, data la grande offerta sul mercato, la tipologia di abitazione con 4.5 o 5.5 locali, che si trova negli edifici no. 4613 A e no. 5701 A, è oggigiorno più difficile da locare ed è a parità di superficie meno redditizia rispetto a, per esempio, un 2.5 locali.
Oltre ad essere vetusti, questi edifici presentano appartamenti posizionati poco sopra il livello del terreno, con due o tre camere da letto, lunghi corridoi interni, piccoli balconi e spazi poco sfruttabili.
Ristrutturare tutti o solo parte degli edifici esistenti richiederebbe un investimento considerevole che non risolverebbe i problemi maggiori degli appartamenti esistenti, ovvero la scarsa efficienza e qualità spaziale oltre alla crescente diminuzione della richiesta tipologica di questi sul mercato, procrastinando il problema attuale.
L’abbattimento delle tre costruzioni esistenti dà la possibilità di utilizzare al meglio le qualità offerte dal contesto, di sfruttare la SUL restante delle particelle e di creare un complesso ad ampio respiro che risponda allo stile di vita odierno e dei prossimi decenni.

URBANISTICA E PAESAGGIO
Il progetto degli stabili Uri, Svitto e Untervaldo, che prende il nome dai castelli di Bellinzona, consiste in tre costruzioni molto compatte e propone di riassemblare il tessuto urbanistico dei mappali utilizzando l’intero potenziale di superficie sfruttabile ed adattando le abitazioni alle richieste della società contemporanea, dunque a quelle di mercato.
Grazie alla costruzione modulare con prefabbricati in legno, che poggiano su uno zoccolo in cemento armato, le abitazioni diventano molto efficienti e l’area ritrova un’interessante unità estetica.
Lungo via Ghiringhelli sorgono due lunghi edifici, Svitto e Utervaldo, che delimitano l’insediamento dal lato nord, liberando il parco. Gli appartamenti restano più chiusi verso la strada ma si aprono con terrazze coperte verso il parco a sud.
Le abitazioni sono formate da lame parallele che seguono i confini del mappale e si schiudono verso il giardino.
Nella zona ovest un edificio più alto e stretto, Uri, crea la testa dell’insediamento. Quest’ultimo non è direzionato a nord-sud, come i due edifici più lunghi, ma est-ovest.
La nuova sistemazione esterna riordina la caotica situazione attuale, eliminando i posteggi a cielo aperto, creando un piazzale lastricato accanto a via Ghiringhelli e un parco verde a sud.
A sud e a est il limite del complesso è segnato da una fila di alberi che racchiude, assieme agli edifici, il parco e che protegge gli appartamenti da sguardi indiscreti là dove questi si aprono maggiormente. Verso ovest le piante dividono l’edificio Uri dal mappale no. 5681 e lo schermano dai rumori della strada cantonale.
Il parcheggio sotterraneo, che serve l’intero complesso, è ampliato verso ovest, dove si trova la rampa d’uscita esistente mentre quella d’entrata è spostata al confine est della particella in modo da lasciare libero l’interno del parco.

PROGETTO
L’intero complesso ospita 59 appartamenti: 5 1.5 locali, 33 bilocali di due tipologie diverse e 21 3.5 locali anch’essi di tipologie distinte.
Gli stabili Svitto e Untervaldo ai mappali no. 5701 e no. 4613 sono pensati per avere lo stesso orientamento e una volumetria simile. Essi si sviluppano trasversalmente da nord a sud; dalle stanze da letto con finestre a banda verso il salotto con ampie aperture e il terrazzo.
Nella costruzione Svitto trovano posto due nuclei di scale e 20 appartamenti: 12 bilocali e 8 3.5 locali. Untervaldo è l’edificio di maggiori dimensioni e con due vani scala serve 24 appartamenti, di cui 16 bilocali e 8 3.5 locali.
L’edificio Uri si trova al mappale no.5701 nella zona urbana centrale UC 2. Nei suoi 5 piani ospita 15 abitazioni: 5 1.5 locali, 5 bilocali e 5 trilocali.
La zona giorno degli appartamenti è direzionata verso il piano di Magadino e gode di una vista aperta e del sole della sera, mentre le camere da letto sono rivolte a est verso il parco. Tale disposizione è pensata affinché si eviti di affacciarsi verso gli edifici vicini di grandi dimensioni e trascurati.
I tre edifici presentano le stesse caratteristiche e strutture.Lo zoccolo in calcestruzzo armato contiene gli ambienti comuni e su di esso è posata una leggera struttura in legno prefabbricato costituita da appartamenti.
Al contrario degli edifici esistenti, caratterizzati da grandi atri d’entrata e lunghi corridoi, in Uri, Svitto e Untervaldo gli spazi di circolazione sono ridotti il più possibile sia nelle abitazioni sia negli accessi per privilegiare i locali abitativi.
Nel piano interrato si trovano 59 posti auto, uno per ogni abitazione come previsto dal piano regolatore, alcuni parcheggi per le moto e i locali tecnici.
Il progetto si rivela economicamente vantaggioso poiché permette di sfruttare totalmente la SUL a disposizione dei due mappali portando gli appartamenti dagli attuali 36 a 59.
L’approvvigionamento energetico è costituito da un sistema che integra un impianto geotermico con uno a pannelli solari. Questo sistema è molto performante e rende l’edificio energeticamente indipendente e ecologico, non richiede grossi investimenti e permette di risparmiare sui costi di gestione.

SCELTE COSTRUTTIVE
L’architettura vernacolare sopracenerina, in particolare nelle valli, presenta una tipologia che si ricollega in parte all’architettura ticinese in sasso e in parte a quella svizzero tedesca, che considerato le chiare ragioni storico-culturali, ha avuto una forte influenza nel Sopraceneri durante gli ultimi secoli. Questa tipologia presenta un possente zoccolo in pietra sul quale si appoggia il volume abitativo in legno. A suo tempo il piano terra, in quanto zona più fredda della casa e con accesso diretto all’esterno, fungeva da stalla e deposito, mentre ai piani superiori, meglio isolati, si trovavano le abitazioni.
Il progetto ripropone in maniera contemporanea questo genere di costruzione sfruttando appieno i numerosi vantaggi che questa comporta e riallacciandosi al genius loci del Ticino settentrionale.
Come nelle costruzioni tradizionali menzionate lo zoccolo, in questo caso di cemento armato, stacca la struttura di legno dal terreno evitando che si bagni per periodi prolungati. Esso trasmette solidità e, oltre a fungere da accesso ai piani abitativi, contiene i locali accessori della vita comune che si svolge esclusivamente al piano terra sotto la protettiva membrana di cemento armato così come nell’ampio parco.
L’ottima esperienza fatta recentemente con l’ampliamento delle scuole elementari di Camorino ci consente di considerare il sitema costruttivo a pannelli prefabbricati in legno quale metodologia più vantaggiosa dal punto di vista energetico, del dimensionamento e dei tempi di costruzione. Il legno infatti, oltre ad essere un materiale naturale ed ecosostenibile, ha buone capacità strutturali e un basso coefficiente di trasmissione termica, di conseguenza le pareti portanti agiscono già quale materiale isolante riducendo gli spessori di isolazione necessari per raggiungere gli standard odierni.

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