Trasformazione rustici
e corte esterna

Vezio 2008-2015

Una corte dimenticata, sedimentata nel tempo da strutture fatiscenti e provvisorie che gli elementi naturali hanno inesorabilmente intaccato portandole allo stato di pericolose rovine.
Percorsi ormai irriconoscibili l’attraversavano per condurre a luoghi un tempo noti della campagna e del bosco sovrastante.
Il tema, ricorrente nei compiti dell’architetto, è il riordino e il ripristino alla fruizione collettiva di uno spazio creduto perso.
Si scelgono le funzioni che ogni manufatto è in grado di accogliere senza forzarne la vocazione.
Il materiale è sul posto a seguito di antichi franamenti e demolizioni, basta riutilizzarlo: è la pietra del luogo usata da secoli che si distingue per la varietà dei toni, con la gamma degli ocra fino al rosso “rugginoso” del ferro. Si cercano gli spazi anticamente segnati dai muri, gli antichi camminamenti, si fissano le gerarchie dei piani e le quote che vanno a riprendere l’andamento in salita del terreno e lentamente lo spazio risorge a ritrovare con forza la sua persa ragione d’essere.
Ogni pietra reagisce a modo suo quando è sfiorata dalla luce e il muro diventa una sinfonia di colori calda e armoniosa.
Uno spazio semplice e gradevolmente povero, un percorso che lo attraversa e che definisce la cadenza dei piani sovrapposti che portano in alto alla campagna.
L’uniformità del materiale permea il luogo di una valenza unica, il nuovo si distingue dal preesistente solo dall’attualità del dettaglio costruttivo utilizzato, permettendo una sottile lettura, tutta da scoprire, di ciò che già esisteva e di ciò che è stato ripristinato.

Franco Poretti

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